“Progetto pilota per il recupero, la caratterizzazione e la valorizzazione del patrimonio genetico transfrontaliero: razza caprina autoctona Nera di Verzasca”
Il nuovo progetto intende dare continuità alle azioni intraprese con il precedente Interreg Nera di Verzasca 2000-2006 che hanno riguardato:
- L’ampliamento della popolazione caprina in controllo funzionale;
- La valorizzazione della genetica aziendale;
- L’applicazione dell’inseminazione artificiale;
- Il raggiungimento di una qualifica sanitaria omogenea tra le aziende presenti nel territorio transfrontaliero.
Il progetto pilota concluso nel 2006 ha permesso di mettere a punto strumenti per operare una selezione mirata dei capi a livello aziendale, consentendo quindi di individuare i capi di maggiore pregio e di effettuare una scelta più obiettiva delle madri della futura rimonta in azienda.
Per ciascuna azienda, gli animali sono stati valutati in modo da determinare le classifiche dei capi migliori. Per determinare poi l’ascendenza, risalendo quindi alle madri e ai padri, il pelo prelevato è stato sottoposto ad analisi del DNA. Inoltre, sono stati messi in atto accoppiamenti programmati e sono stati pianificati scambi dei riproduttori tra le diverse aziende.
E’ stata sperimentata la fecondazione artificiale secondo un protocollo specifico, adattato alle caratteristiche di razza e al sistema di allevamento.
Al progetto hanno aderito complessivamente 17 allevamenti, di cui 11 ubicati in Canton Ticino e 6 in Lombardia (Province di Varese e Como), con un totale di 536 capi in lattazione.
Dal 2003 al 2006, sono stati elaborati i dati relativi a 617 lattazioni, mentre la valutazione morfologica ha riguardato un totale di 909 capi.
1016 sono stati i prelievi di campioni di pelo da destinare ad analisi DNA e alfa s1 caseina presso il Laboratorio LGS di Cremona. A partire da questi campioni, sono state effettuate 389 analisi DNA per l’accertamento della paternità e della maternità e 322 analisi del tenore in alfa s1 caseina.
Su specifica richiesta degli allevatori, le attività svolte nell’ambito del progetto pilota sono proseguite anche nel 2007 e 2008 con la redazione di classifiche aziendali.
Il progetto pilota ha mostrato alcune criticità.
Una di queste è la tendenza, sempre più diffusa da parte degli allevatori, a introdurre nei greggi capi appartenenti a razze cosmopolite, soprattutto Camosciata delle Alpi e Saanen, con l’intento di aumentare la produttività del gregge.
In secondo luogo, la comparsa del lupo nel territorio transfrontaliero del Canton Ticino rappresenta una minaccia per le greggi e rappresenta un problema per il pascolo libero.
Inoltre, il sistema di selezione legato alla singola azienda ha rappresentato un limite.
Infine, esiste una netta differenza tra il modello di selezione sperimentato nel progetto e le procedure ufficialmente adottate a livello nazionale. In particolare la diversità dei metodi utilizzati per la valutazione morfologica ha portato a risultati finali discordanti.
Il lavoro per il nuovo progetto pone il suo punto di partenza proprio sugli elementi di criticità emersi nel progetto pilota.
“Progetto pilota per il recupero, la caratterizzazione e la valorizzazione del patrimonio genetico transfrontaliero: razza caprina autoctona Nera di Verzasca”
Il nuovo progetto intende dare continuità alle azioni intraprese con il precedente Interreg Nera di Verzasca 2000-2006 che hanno riguardato:
- L’ampliamento della popolazione caprina in controllo funzionale;
- La valorizzazione della genetica aziendale;
- L’applicazione dell’inseminazione artificiale;
- Il raggiungimento di una qualifica sanitaria omogenea tra le aziende presenti nel territorio transfrontaliero.
Il progetto pilota concluso nel 2006 ha permesso di mettere a punto strumenti per operare una selezione mirata dei capi a livello aziendale, consentendo quindi di individuare i capi di maggiore pregio e di effettuare una scelta più obiettiva delle madri della futura rimonta in azienda.
Per ciascuna azienda, gli animali sono stati valutati in modo da determinare le classifiche dei capi migliori. Per determinare poi l’ascendenza, risalendo quindi alle madri e ai padri, il pelo prelevato è stato sottoposto ad analisi del DNA. Inoltre, sono stati messi in atto accoppiamenti programmati e sono stati pianificati scambi dei riproduttori tra le diverse aziende.
E’ stata sperimentata la fecondazione artificiale secondo un protocollo specifico, adattato alle caratteristiche di razza e al sistema di allevamento.
Al progetto hanno aderito complessivamente 17 allevamenti, di cui 11 ubicati in Canton Ticino e 6 in Lombardia (Province di Varese e Como), con un totale di 536 capi in lattazione.
Dal 2003 al 2006, sono stati elaborati i dati relativi a 617 lattazioni, mentre la valutazione morfologica ha riguardato un totale di 909 capi.
1016 sono stati i prelievi di campioni di pelo da destinare ad analisi DNA e alfa s1 caseina presso il Laboratorio LGS di Cremona. A partire da questi campioni, sono state effettuate 389 analisi DNA per l’accertamento della paternità e della maternità e 322 analisi del tenore in alfa s1 caseina.
Su specifica richiesta degli allevatori, le attività svolte nell’ambito del progetto pilota sono proseguite anche nel 2007 e 2008 con la redazione di classifiche aziendali.
Il progetto pilota ha mostrato alcune criticità.
Una di queste è la tendenza, sempre più diffusa da parte degli allevatori, a introdurre nei greggi capi appartenenti a razze cosmopolite, soprattutto Camosciata delle Alpi e Saanen, con l’intento di aumentare la produttività del gregge.
In secondo luogo, la comparsa del lupo nel territorio transfrontaliero del Canton Ticino rappresenta una minaccia per le greggi e rappresenta un problema per il pascolo libero.
Inoltre, il sistema di selezione legato alla singola azienda ha rappresentato un limite.
Infine, esiste una netta differenza tra il modello di selezione sperimentato nel progetto e le procedure ufficialmente adottate a livello nazionale. In particolare la diversità dei metodi utilizzati per la valutazione morfologica ha portato a risultati finali discordanti.
Il lavoro per il nuovo progetto pone il suo punto di partenza proprio sugli elementi di criticità emersi nel progetto pilota.